COVID-19, 5 regole che aiutano a prevenirlo

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I motivi per cui le persone anziane sono più suscettibili alle infezioni, come quella del nuovo coronavirus SARS-CoV-2, sono diversi e dipendono da fenomeni complessi quali, per esempio, l’immunosenescenza e l’inflammaging.

In sostanza, con il passare degli anni, il sistema immunitario diventa meno bravo a proteggerci dalle aggressioni esterne. Noi, però, possiamo aiutarlo. Cosa fare, allora, per mantenerlo efficiente?

Anche nell’età avanzata, uno stile di vita sano può aiutarci a mantenere il sistema immunitario efficiente e a combattere meglio le infezioni

Prima di rispondere a questa domanda bisogna chiarire un concetto fondamentale: tutti i processi alla base dell’invecchiamento del sistema immunitario hanno qualcosa in comune, e cioè l’alterazione dei meccanismi epigenetici, ossia i meccanismi che le nostre cellule possiedono per mantenere tutti gli equilibri funzionali essenziali alla loro sopravvivenza, ma anche per mantenere integro il DNA.

Questa è una buona notizia perché i meccanismi epigenetici possono essere influenzati dal modo in cui viviamo.

Ci sono cinque semplici regole da seguire.

Regola 1: prevenire le infezioni

La prima regola fondamentale è quella di prevenire, per quanto possibile, le infezioni virali stagionali come l’influenza. Qui vengono in aiuto i vaccini. Anche se meno efficaci che nel giovane, i vaccini anti-influenzali danno una copertura sufficiente per limitare gli episodi anche negli anziani.  È molto importante capire che ogni episodio influenzale dà luogo a infiammazione e che, con il ripetersi degli episodi, l’infiammazione diventa cronica.

Ogni episodio influenzale dà luogo a infiammazione. Con il ripetersi degli episodi, l’infiammazione diventa cronica

Regola 2: fare sport

Il consiglio è di praticare attività fisica regolare (almeno tre volte alla settimana) se possibile sotto controllo medico o con l’aiuto di un personal trainer. Sono ormai innumerevoli gli studi che dimostrano l’effetto dell’esercizio fisico sul sistema immunitario. Tutti i dati riportati finora hanno dimostrato che l’esercizio di resistenza (resistance training) è il più indicato dopo una certa età.

L’esercizio di resistenza aumenta il numero di linfociti T naive in circolo, proprio quelli che vengono a mancare con l’età

Sperimentazioni cliniche controllate dimostrano, infatti, che l’esercizio di resistenza aumenta il numero di linfociti T naive in circolo, proprio quelli che vengono a mancare quando si invecchia.

Camminata veloce, bicicletta, nuoto, tutti gli sport aerobici di endurance sono efficaci, senza tenere conto che il loro beneficio va ben oltre il potenziamento del sistema immunitario e tocca tutte le nostre funzioni, in modo particolare quelle del cervello.

Regola 3: eliminare l’infiammazione

Cercare di eliminare tutti i “focolai” di infiammazione presenti nel nostro corpo. Il primo e il più importante è quello intestinale. A regolare lo stato infiammatorio dell’intestino ci pensa il nostro microbioma, l’insieme dei microrganismi, batteri e funghi, che vivono nel tratto intestinale e che risentono delle nostre scelte alimentare e di vita in generale.

Regola 4: mangiare bene

Seguire un’alimentazione sana, con il corretto apporto proteico e soprattutto ricca di fibre vegetali che mantengano il giusto equilibrio del microbioma intestinale, è la prima medicina.

Regola 5: integrare la dieta

Quando necessaria, un’integrazione nutrizionale corretta può essere importante. Sul tema degli integratori si stanno accumulando conoscenze scientifiche importanti che sostengono la possibilità di intervenire sull’invecchiamento epigenetico [Link a B_001 e B_002]. Ricerche recenti, infatti, hanno dimostrato che sostanze di estrazione naturale possono regolare positivamente i nostri meccanismi epigenetici.

Ne sono un esempio il resveratrolo e la vitamina B3: un tipo particolare di vitamina B3, il nicotinamide riboside, sembra essere molto efficace, mentre uno studio pubblicato sulla rivista Science Signalling ha dimostrato che il resveratrolo, utilizzato a determinate dosi, aumenta in modo significativo la capacità dei linfociti, in modo particolare i linfociti T naive, di attivarsi in risposta agli antigeni e di generare una risposta immunitaria più efficiente.

È quindi probabile che nel prossimo futuro, con l’avanzare della ricerca, potremo disporre di nuovi farmaci e nutraceutici capaci di migliorare la risposta alle infezioni.

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