Misurare l’età cognitiva mentre si dorme

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Un test del sonno ci dirà quanti anni ha il nostro cervello

Il rischio Demenza

Cresce a ritmi esponenziali, tanto che secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) arriverà a colpire 150 milioni di persone entro il 2050. Si tratta della demenza, un problema di salute pubblica sempre più preoccupante, ma che ancora troppo spesso non viene adeguatamente diagnosticato. Per aiutare i medici a identificare i pazienti che ne soffrono e a capire chi corre un maggior rischio di ammalarsi, arriva oggi dai laboratori del Massachusetts General Hospital e del Beth Israel Deaconess Medical Center un nuovo strumento: si tratta del Brain Age Index (Bai), un test del sonno non invasivo capace di stimare la vera età del cervello (età biologica) e calcolare il rischio di sviluppare la demenza.

Il numero di persone affette da demenza è destinato a triplicare entro il 2050

Calcolare gli anni del cervello

Il nuovo test, che si basa su un semplice elettroencefalogramma (Eeg) e su un algoritmo di intelligenza artificiale, riesce a calcolare la differenza tra l’età anagrafica di una persona e l’età biologica del suo cervello. L’Eeg, infatti, misura l’attività cerebrale durante il sonno, mentre l’algoritmo di apprendimento automatico confronta quest’analisi con l’età cronologica e un ampio set di dati disponibili sul sonno. Da questo confronto si può capire se il cervello sta invecchiando più rapidamente del normale: un Bai elevato, per esempio, indica un’anomalia nel processo di invecchiamento cerebrale, che può significare un processo di declino cognitivo più rapido. Per i ricercatori si tratta di un progresso importante, perché l’elettroencefalogramma è strumento molto meno costoso e più pratico (si può effettuare anche in laboratori non specializzati o da casa, tramite una cuffia dotata di elettrodi) rispetto alla risonanza magnetica utilizzata finora.

 

Le persone con demenza hanno in media un cervello di 4 anni più vecchio rispetto ai coetanei

Prevedere il rischio di declino cognitivo

Per valutare l’efficacia del nuovo test, i ricercatori hanno coinvolto nello studio oltre 5mila persone, tra cui 88 con demenza, 44 con un deterioramento cognitivo lieve, un migliaio con sintomi di declino cognitivo ma nessuna diagnosi di demenza e, infine, oltre duemila persone in buona salute. Dalle analisi, pubblicate sulla rivista scientifica Jama, gli scienziati hanno osservato che i valori del Bai crescevano all’aumentare del declino cognitivo. Ma non solo: i partecipanti affetti da demenza avevano in media un cervello di quattro anni più vecchio rispetto ai partecipanti sani con la stessa età anagrafica. Vista la facilità con cui può essere eseguito un Eeg, concludono i ricercatori, il test potrebbe diventare in futuro uno strumento di screening per lo sviluppo della demenza e di altre patologie neuro-degenerative, e per monitorare la progressione della malattia.

 

Misurare l’età cognitiva

Attualmente per misurare l’età cognitiva la comunità medico-scientifica si avvale di diverse metodiche sicuramente più complesse, ma anche validate clinicamente. Un semplice test che tutti possono fare per stimare la propria riserva cognitiva è quello messo a punto dall’Università di Padova, i cui risultati possono poi essere discussi con uno specialista.

Nel Age360 Program, Solongevity ha sviluppato un protocollo diagnostico Neuro-Age Profile, che valuta l’età cognitiva e i fattori di rischio combinando una serie di esami ematochimici, genetici ed epigenetici con la valutazione delle abilità in diversi domini, con l’obiettivo di sviluppare programmi personalizzati di mantenimento, recupero e potenziamento delle performance neurocognitive.

Age360 Program

Bibliografia

 

https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2770876

https://www.who.int/mental_health/neurology/dementia/guidelines_risk_reduction/en/


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