Perché in menopausa la memoria peggiora?

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Menopausa e Memoria

Il ruolo dei Mitocondri

Dimenticare un appuntamento, cercare gli occhiali quando già si indossano o non riuscire a trovare la parola giusta. Può succedere a tutti. Nelle donne, però, dalla menopausa in poi questi episodi si fanno più frequenti, e la ragione potrebbe non essere solo il tempo che passa. Perché allora la memoria sembra non essere più quella di una volta? Una possibile spiegazione arriva dai ricercatori dell’Università dell’Illinois, Chicago, che nel loro studio, presentato durante il Virtual Annual Meeting 2020 della North American Menopause Society (Nams), suggeriscono che il declino dei processi cognitivi durante la post-menopausa sia correlato alla perdita di efficienza di piccoli organelli della cellula chiamati mitocondri.

Durante la menopausa, la difficoltà a ricordare potrebbe dipendere da un peggior funzionamento dei mitocondri

IL Calo di Energia

I mitocondri, gli organelli addetti alla produzione di oltre il 90% dell’energia necessaria per le funzioni vitali dell’organismo, svolgono un ruolo importante anche nel supportare le funzionalità del cervello. Precedenti studi avevano già ipotizzato che i cambiamenti dei livelli ormonali (come il calo degli estrogeni) che si verificano durante la menopausa potessero alterarne l’attività, riducendone l’efficienza nel generare energia, e che questo potesse essere associato a un calo delle performance cognitive.

I ricercatori hanno osservato che le donne con un punteggio più basso nei test sulle abilità cognitive erano quelle in cui l’attività dei mitocondri era meno efficiente

Il legame con la memoria

Nel nuovo studio, i ricercatori hanno analizzato il legame tra la memoria e un numero più ampio di marcatori mitocondriali, somministrando alcuni test cognitivi a un campione di 110 donne, tutte in post-menopausa. Tenendo conto di altri fattori che possono influenzare le funzioni cognitive, come età, istruzione e indice di massa corporea, gli scienziati hanno osservato che le donne che avevano ottenuto un punteggio più basso nei test delle abilità cognitive (come l’apprendimento verbale, la memoria, la fluidità verbale e l’orientamento spaziale) erano anche quelle in cui l’attività dei mitocondri era meno efficiente.

 

Predire il declino cognitivo

I risultati dello studio, quindi, offrono un’ulteriore sostegno all’ipotesi secondo cui un’efficiente attività mitocondriale e quindi un efficiente metabolismo della cellula siano legati al mantenimento delle prestazioni cognitive migliori, e sottolineano quanto questi processi bioenergetici siano importanti per mantenere in salute il cervello delle donne in post-menopausa. Il prossimo passo sarà determinare se questi cambiamenti possono predire il declino cognitivo e se ci sono strategie che possono essere adottate per prevenirli, anche tramite opportuni stili di vita

Bibliografia

 

https://www.menopause.org/docs/default-source/press-release/bio-markers-and-cognition-9-18-20.pdf

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0261561418324269

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/pdf/10.1111/jpn.12160


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