Le 4 molecole della longevità
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Resveratrolo, polidatina, glutatione e NAD+ sono quattro delle cosiddette “molecole della longevità” su cui da tempo si concentra la ricerca. In una serie di quattro articoli spieghiamo cosa sono e come agiscono

Cosa trovi in questo articolo?

  • Un’introduzione al resveratrolo, alla polidatina, al glutatione e al NAD+
  • Un’introduzione agli effetti che queste “supermolecole” hanno nel nostro organismo
  • Perché possono essere utili gli integratori dei loro precursori

 

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Alleati contro l’infiammazione cronica latente

Resveratrolo e polidatina, glutatione e NAD+: quattro molecole che si trovano in diversi alimenti, amiche della nostra salute. Il loro “superpotere”? In estrema sintesi, promuovere l’invecchiamento in salute, contrastando l’infiammazione cronica latente correlata a moltissime malattie. Oggi lanciamo una serie di articoli per conoscerle meglio.

Resveratrolo e polidatina

Il resveratrolo e la polidatina sono molecole antiossidanti e antinfiammatorie, ma sembrano avere anche un’azione antivirale, capace di interferire con l’infezione da parte del coronavirus Sars-Cov-2 e di limitarne la replicazione nelle cellule dell’epitelio nasale. Il resveratrolo è un fenolo non flavonoide che si trova in molti alimenti, ad esempio l’uva, ed è utilizzato da anni per le sue proprietà che esercitano un effetto antiaging sul nostro organismo. La polidatina è un precursore del resveratrolo ed è in grado di migliorare il funzionamento dei mitocondri (le centrali ‘energetiche’ delle cellule), modulando l’azione delle sirtuine, un gruppo di 7 proteine fondamentali per la sopravvivenza.

Il glutatione

Il glutatione è uno dei più potenti antiossidanti naturali presenti nel nostro organismo: ricopre un ruolo centrale nelle reazioni di “detossificazione” (con cui vengono eliminate le tossine, sia quelle prodotte dal nostro organismo sia quelle provenienti dall’esterno, ad esempio da farmaci e additivi alimentari) e nella riparazione dei tessuti, e supporta il sistema immunitario. Man mano che si invecchia i suoi livelli calano, ma è possibile ripristinarli attraverso un’adeguata supplementazione dei suoi precursori: la glutammina, la cisteina e la glicina.

Il NAD+

Anche NAD+ è fortemente coinvolto nel metabolismo cellulare e nell’invecchiamento. La presenza di alti livelli  di questa molecola nell’organismo, infatti, concorre ad attivare le sirtuine, che utilizzano proprio NAD+ per svolgere le proprie funzioni. Come accade per il glutatione, si è scoperto che con l’avanzare dell’età il NAD+ tende a diminuire: a 70 anni se ne ha fino al 40% in meno rispetto ai 40 anni. Anche in questo caso, però, è possibile ripristinarne i livelli, attraverso la supplementazione dei suoi precursori, ad esempio la nicotinamide (NAM).

Come spesso accade, infatti, ricorrere ai precursori porta dei vantaggi, perché aumenta la biodisponibilità, ossia la frazione di una sostanza effettivamente utilizzabile dall’organismo per le sue funzioni fisiologiche. Nel casi del NAD+, nello specifico, la molecola è troppo grande per essere assorbita dalle cellule dell’intestino, mentre i suoi precursori sono più piccoli, oppure esistono dei meccanismi di trasporto specifici per la loro assimilazione.

Abbiamo dedicato un approfondimento a ciascuna di queste molecole negli articoli linkati di seguito in questa pagina. Scoprirete così perché NAD+, glutatione, polidatina e resveratrolo, insieme ad altre importanti molecole antiossidanti, sono al centro della ricerca di SoLongevity e alla base dei brevetti (GluReNAD e GluRes) per i nutraceutici CellFasting e NeuroProtection.

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