Covid, telomeri e danni al Dna
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Secondo uno studio condotto dall’IFOM di Milano e dall’IGM-CNR di Pavia, il motivo per cui le persone in età avanzata sono più suscettibili al virus SARS-CoV-2 potrebbe essere legato ai danni genetici correlati all’invecchiamento

Di cosa parla questo articolo

  • Gli anziani sono più suscettibili all’infezione da parte di Sars-CoV-2
  • Sembra esserci una correlazione tra la maggiore suscettibilità degli anziani a contrarre Covid-19 e l’accorciamento dei telomeri dei cromosomi
  • L’espressione sulla superficie delle cellule dei polmoni dei recettori ACE2, che il virus usa per infettare, aumenta in proporzione all’accorciamento dei telomeri

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Se gli anziani sono a maggior rischio di ricovero per COVID-19, la colpa potrebbe essere anche di un segno tipico dell’invecchiamento cellulare: l’accorciamento delle terminazioni dei cromosomi, i telomeri. Questi “cappucci” di DNA chiudono i cromosomi proteggendoli, proprio come fanno i pezzetti di plastica alle estremità dei lacci delle scarpe per non farli sfrangiare. Ma, con l’avanzare dell’età, i telomeri diventano più corti, e questo può esporre il resto del DNA a danni di vario tipo. Per evitarlo, le cellule attivano dei sistemi di allarme, i cui effetti però si possono ripercuotere sull’organismo.

Le estremità dei cromosomi si chiamano telomeri: sono “cappucci” di DNA che servono a proteggere il codice genetico, ma a ogni replicazione cellulare si accorciano. Pertanto sono un indice dell’invecchiamento cellulare

 

Per esempio, come sostiene uno studio dei ricercatori dell’IFOM di Milano e dell’IGM-CNR di Pavia, pubblicato sulla rivista scientifica EMBO Reports, l’accorciamento o la disfunzione dei telomeri può contribuire a una maggiore suscettibilità degli anziani all’infezione da SARS-CoV-2, perché è associato a un aumento dell’espressione del recettore ACE2 – quelli che il virus usa per fare il suo ingresso nella cellula – nei polmoni.

 

I telomeri sono “cappucci” di DNA che chiudono i cromosomi proteggendoli, come fanno i pezzetti di plastica alle estremità dei lacci delle scarpe per non farli sfrangiare

I telomeri e il recettore ACE2

Il team, che da tempo studia i meccanismi che regolano l’invecchiamento cellulare nella formazione di tumori, nelle patologie neurodegenerative e in altre malattie collegate all’invecchiamento, voleva proprio capire se potesse esserci una correlazione tra la risposta cellulare al danno dei telomeri e la maggiore suscettibilità degli anziani all’infezione da SARS-CoV-2. Lo studio ha dimostrato che nei polmoni umani ACE2 è presente in modo particolare nelle cellule epiteliali alveolari di tipo II, che sono considerate le cellule staminali dei polmoni, e che la sua espressione aumenta man mano che invecchiano. Queste cellule, dunque, sono probabilmente il bersaglio principale dell’infezione. E infatti la polmonite è la complicanza più comune nei pazienti COVID, in particolare con le prime varianti del virus.

 

L’accorciamento o la disfunzione dei telomeri potrebbe contribuire alla più alta suscettibilità degli anziani all’infezione da SARS-CoV-2

I ricercatori hanno notato che ACE2 sulle cellule dei polmoni aumenta quanto più i telomeri si accorciano, e la sua sintesi è direttamente influenzata dai segnali cellulari che indicano la presenza di un danno al DNA. E, infatti, se gli “allarmi” azionati dalle cellule vengono interrotti, la quantità di ACE2 si riduce. Con ulteriori esperimenti, i ricercatori hanno poi scoperto che non è l’accorciamento dei telomeri in sé il responsabile dell’aumento dell’espressione di ACE2, ma è in generale la risposta cellulare a ogni danno al DNA. Ora occorreranno altri studi per capire perché questo avvenga.

I recettori ACE2 sono usati dal coronavirus come porta di ingresso nelle cellule. La loro espressione sulla membrana cellulare aumenta nel tempo e sembra andare di pari passo con l’accorciamento dei telomeri

 

A guidare l’aumento dell’espressione dei recettori ACE2 sulle cellule polmonari sarebbe, in realtà, la risposta a ogni tipo di danno al DNA

Terapie mirate per le malattie degli anziani

Lo studio apre alla possibilità di sviluppare nuove terapie per proteggere gli anziani da diverse malattie, non solo da COVID-19. Molte patologie associate all’invecchiamento presentano infatti una componente comune che è proprio il danno ai telomeri, come l’aterosclerosi, il diabete e l’osteoporosi.

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