La lunghezza dei telomeri influenza il rischio di Covid grave
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L’accorciamento dei telomeri, una delle “misure” dell’età biologica, appare fortemente correlato al rischio di mortalità per Covid-19. In particolare nelle donne, e soprattutto dopo i 65 anni

Di cosa parla questo articolo

  • I telomeri sono le porzioni terminali dei cromosomi, che si accorciano con ogni replicazione delle cellule
  • L’accorciamento dei telomeri è collegato a diverse patologie dell’invecchiamento
  • Un nuovo studio spagnolo conferma l’associazione tra lunghezza dei telomeri e mortalità per Covid-19, particolarmente significativa per le donne over 65

 

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I telomeri, le “terminazioni” dei cromosomi che si accorciano all’avanzare dell’età, potrebbero fornire informazioni preziose sul rischio di sviluppare l’infezione Covid-19 in forma grave. Ad affermarlo è uno studio condotto dall’Istituto della Salute Carlos III, a Madrid, che ha individuato un’associazione significativa fra la lunghezza dei telomeri e la mortalità per Covid-19. L’effetto riguarda principalmente donne a partire dai 65 anni. La ricerca è stata appena presentata al Congresso europeo di Microbiologia clinica e malattie infettive (ECCMID), a Lisbona, e gli autori hanno pubblicato l’abstract dello studio (Relative telomere length impact on mortality and survival of COVID-19).

La lunghezza dei telomeri come indice di salute

I telomeri sono piccole porzioni di Dna poste alle estremità dei cromosomi. Sono un po’ come degli indicatori dell’età della cellula (sebbene non siano precisi come orologi biologici): ogni volta che una cellula si divide, infatti, questi si accorciano, fino al punto in cui, quando sono troppo consumati, la cellula non si duplica più e, danneggiata, entra in una fase definita senescenza. Già da tempo sappiamo (Nature Cell Biology) che la riduzione della lunghezza di questi componenti è associata a numerose malattie proprie dell’invecchiamento, dai tumori all’osteoartrite, fino al maggior rischio di alcune infezioni.

Telomeri corti possono essere associati a varie malattie dell’invecchiamento

Studiare il Covid-19

Oggi il focus è sul Covid: i ricercatori hanno messo in relazione le dimensioni dei telomeri con la gravità dell’infezione da Sars-Cov-2 in 608 pazienti ricoverati durante la prima ondata della pandemia, nel 2020, dunque non ancora vaccinati. La misura dei telomeri è stata ottenuta con test sul sangue svolti entro 20 giorni dal momento dell’ammissione in ospedale. Gli autori hanno poi considerato il peso di fattori di rischio e caratteristiche individuali, quali sesso, età, abitudine al fumo e presenza di altre patologie. Nello studio, 75 partecipanti ricoverati, di età media pari a 78 anni, sono deceduti per Covid-19.

Covid-19 grave, attenzione ai telomeri

I telomeri sono le porzioni terminali dei cromosomi. Ogni volta che una cellula si divide si accorciano, fino al punto in cui, quando sono troppo consumati, la cellula non si duplica più e, danneggiata, entra in una fase definita senescenza.

Telomeri più corti, sale il rischio

I risultati statistici, spalmati sull’intero campione, indicano che al diminuire della lunghezza dei telomeri cresce in maniera significativa la mortalità per Covid. Analizzando il fenomeno in maniera stratificata, ovvero considerando soltanto alcune categorie di partecipanti, ci si accorge che l’effetto rilevato riguarda quasi soltanto le donne e, fra queste, soprattutto quelle con più di 65 anni – la maggioranza, dato che l’età media del campione complessivo è circa 68 anni.

Nelle pazienti con telomeri più lunghi – dunque con invecchiamento cellulare minore rispetto alle altre – il rischio di morire entro un mese è risultato più basso del 70%, e del 76% di morire entro 3 mesi. Considerando solamente le partecipanti con più di 65 anni, il rischio risulta minore circa dell’80%. Al contrario, negli uomini non si rileva un’associazione significativa fra telomeri e gravità del Covid.

Al diminuire della lunghezza dei telomeri cresce la mortalità per Covid-19 nelle donne over 65

Nelle donne anziane, la lunghezza dei telomeri è un parametro che potrebbe essere predittivo della probabilità di infezioni Covid molto gravi, come spiega Ana Virseda-Berdices, fra le coordinatrici dello studio. Negli uomini, il mancato rilievo statistico dell’effetto potrebbe anche essere mascherato da altri fattori, secondo l’autrice. Per esempio potrebbe essere dovuto alla presenza di patologie preesistenti che aggravano la situazione di per sé, al di là del livello di invecchiamento cellulare.

 

La lunghezza dei telomeri potrebbe essere predittiva di Covid-19 grave

Non è la prima volta

Ancora non si conoscono i processi alla base di questo fenomeno, ma il lavoro odierno non è l’unico ad averlo messo in luce. Ci sono già alcune ricerche, fra cui uno studio italiano delll’IFOM di Milano e dell’IGM-CNR di Pavia, che evidenziano un’associazione fra danni ai telomeri e suscettibilità ad infezioni da Sars-Cov-2 importanti. Nella ricerca dell’IFOM e del CNR il meccanismo proposto riguarda l’invecchiamento di alcune cellule polmonari – le cellule epiteliali alveolari di tipo II – che diventerebbero così “bersagli più facili” e favorirebbero un maggiore ingresso del virus.

 

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