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La farmacia dei servizi che verrà

Articolo di SoLongevity Research

Godono della fiducia dei cittadini e hanno il vantaggio di essere presenti in modo capillare sul territorio. Ecco perché le farmacie sono destinate a diventare sempre di più un punto di riferimento: il primo presidio sanitario dedicato alla prevenzione e alla preservazione della salute.

Cosa trovi in questo articolo?

  • cosa significa e dove nasce il concetto di farmacia dei servizi
  • cosa possono fare oggi le farmacie in termini di servizi per la salute pubblica e cosa faranno domani
  • il ruolo delle farmacie per la prevenzione primaria
  • i servizi di screening che potremo trovare in farmacia

 

Il ruolo della farmacia sul territorio

Ci fidiamo dei farmacisti. Lo testimonia anche una recente ricerca di Federfarma: in un anno 4 milioni di cittadini sono ricorsi a qualche tipo di misurazione (pressione, glicemia, etc) in farmacia e il farmacista spende in media 2 ore al giorno in consulenze. L’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus ha esaltato ancora di più il ruolo della farmacia sul territorio. In un momento di incertezza, in cui il sistema dei servizi sanitari arrancava, con ospedali inaccessibili e medici di medicina generale difficili anche solo da contattare, le farmacie sono state essenziali, proponendosi come attori attivi e mettendosi a disposizione per tamponi molecolari e anche per le vaccinazioni.

In realtà la pandemia sembra aver accelerato un processo già in corso: la concretizzazione di una “farmacia dei servizi”, in grado di svolgere funzioni di interesse pubblico. Questo concetto, infatti, era nato in ambito europeo già nel 2009, ma fino a prima di COVID-19 questo termine, “servizi”, era inteso solo in senso amministrativo. In farmacia si possono fare prenotazioni di esami e visite o erogazione di medicinali e altri materiali ai malati cronici iscritti nei registri: insomma, un punto di accesso a una serie di servizi (appunto) sul territorio.

La Farmacia dei servizi

 

Il ruolo che la farmacia dei servizi può rivestire non è solo amministrativo, ma è molto più ampio e vario

Prevenzione in farmacia

In realtà, il ruolo che la farmacia dei servizi può rivestire è molto più ampio e vario. Uno degli ambiti più interessanti in cui possono inserirsi è quello della prevenzione primaria o, più in generale, del mantenimento dello stato di salute dei cittadini. Si tratta di un ambito che comprende la promozione di comportamenti positivi, dell’igiene, ma anche alcune forme di monitoraggio della salute. Si parte dalla constatazione di un fatto: oggi in Italia la prevenzione primaria non è attivamente presidiata da nessun attore. Anche gli investimenti sono contenuti: il budget sanitario nazionale dedicato alle attività di prevenzione è pari al 2%, in Europa è del 3%, e si esaurisce in alcune campagne vaccinali antinfluenzali e di screening (tumore al seno, tumore al colon-retto, tumore della cervice uterina/pap-test) mirate. A questo fatto occorre sommare la proiezione europea di riduzione del personale medico nei prossimi 10 anni: con l’andata in pensione dei baby boomers, in Europa mancheranno 230mila medici. Con meno medici e una popolazione più anziana è facile immaginare che la priorità delle politiche sanitarie sarà sempre più spostata verso il trattamento delle patologie più che sulla prevenzione. Ciò fa pensare che la prevenzione non sarà mai un’attività pubblica: nella maggior parte dei casi rimarrà una responsabilità dell’individuo, e non a caso le agenzie assicurative già propongono pacchetti con servizi di prevenzione. Nel migliore dei casi sarà compartecipata.

Relazione con il cliente in farmacia

Oggi in Italia la prevenzione primaria non è attivamente presidiata da nessun attore. Anche gli investimenti sono contenuti

Ecco dunque che in questo contesto la farmacia può occupare uno spazio strutturale di salute pubblica, diventando il primo presidio sanitario in grado di filtrare le sintomatologie e di indirizzare, se opportuno, alle strutture del servizio sanitario nazionale, di fornire al cittadino servizi di sorveglianza e monitoraggio delle malattie croniche non trasmissibili a basso costo, e con una capacità capillare sul territorio.

Ne esistono già alcuni esempi, del resto. Si tratta di progetti relativi a malattie oncologiche e malattie croniche infiammatorie, con lo scopo di alleggerire il carico sui medici di medicina generale e sugli ambulatori ospedalieri, e allo stesso tempo garantire un miglior servizio ai pazienti.

Requisito essenziale per l’evoluzione delle farmacie in presidi della prevenzione, però, è la formazione dei farmacisti, che devono imparare a “leggere” sintomi che possono avere un significato trasversale, capirne l’intensità e darne un’interpretazione. La fatica, per esempio, è un sintomo comune a moltissime condizioni, ma è molto difficile distinguere quando sia una condizione puntuale o cronica. Attraverso specifici strumenti di misurazione, il farmacista può elaborare una profilazione del sintomo e indirizzare il paziente al proprio medico, se necessario. Non si tratta di fare diagnosi, che ovviamente solo il medico e le strutture sanitarie predisposte possono fare, ma di un sistema di allerta e pre-valutazione che può intercettare meglio e prima del medico se c’è qualche disturbo da approfondire. Basti pensare a un cittadino che acquista spesso anti-infiammatori per un malore che, invece, dovrebbe essere approfondito.

Gli strumenti della prevenzione: lo screening

La farmacia dei servizi che avremo presto a disposizione farà di più: sarà abilitata allo screening, inteso come un sistema di domande e raccolta dati che aiuta a profilare una condizione di salute e a suggerire comportamenti o iniziative. Le modalità di screening possono essere le più diverse, e spesso vengono dal mondo della ricerca e dalla pratica clinica.

La metodologia di screening adottata da SoLongevity, per esempio, si basa su questionari validati a livello internazionale che misurano parametri per individuare eventuali deficit cognitivi, sindrome da Long Covid, sindrome metabolica, rischio cardiovascolare, fatica. Per il futuro prevediamo di inserire anche l’analisi del movimento per valutare segnali di rischio neurodegenerativo.

In futuro il sistema di screening potrà essere potenziato con una serie di strumenti molto potenti dal punto di vista predittivo, che si appoggiano su intelligenze artificiali, capaci di proiettare i valori e le informazioni raccolte verso la stima di un rischio individuale e specifico su basi statistiche.

Screening in Farmacia

La farmacia dei servizi sarà abilitata allo screening, inteso come un sistema di domande e raccolta dati che aiuta a profilare una condizione di salute e a suggerire comportamenti o iniziative

 

Gli strumenti della prevenzione: il monitoraggio

Una seconda dimensione della farmacia dei servizi sarà quella del monitoraggio. Le persone avranno modo di condividere con il proprio farmacista di fiducia informazioni utili per definire il proprio stato di salute, cioè dati relativi alle proprie abitudini, per esempio quelle di esercizio fisico o di alimentazione, o altri biomarker, in modo simile a quanto già avviene tramite applicazioni come Apple Health o Google Fit. Grazie al supporto di strumenti intelligenti, il farmacista, alla luce del dato di screening, potrà interpretare queste informazioni con continuità, diventando una sorta di coach proattivo della salute. Una prospettiva più ampia di quella che potrebbe dare qualsiasi app attuale.

Longevity Pharmacy Platform è la piattaforma di SoLongevity che permette di supportare l’attività di screening. Abbinata a una app proprietaria di raccolta informazioni attraverso vari tipi di dispositivi (smartphone, smartwatch, sensori), inoltre, abilita anche l’attività di monitoraggio. Si tratta, quindi, di uno strumento per promuovere la difesa del proprio patrimonio di salute, arricchendosi nel corso del tempo con servizi più sofisticati quali tele-check up, misurazione cardiologica, analisi genetiche. Il rispetto delle regole della privacy è ovviamente un prerequisito per operare: tutti i sistemi sono criptati, i dati protetti e anonimizzati attraverso l’assegnazione di codici che solo il farmacista può abbinare all’identità di una persona.

Il ruolo del farmacista evolverà: sarà un lavoro propositivo e proattivo

L’impatto della farmacia dei servizi

La realizzazione della farmacia dei servizi avrà un enorme impatto su più livelli. Il ruolo del farmacista evolverà: sarà un lavoro propositivo, col compito di indirizzare il cittadino sulla strada della prevenzione e del mantenimento delle buone abitudini. Ma la raccolta e l’elaborazione di informazioni su larga scala nel quotidiano potrebbe dare nuove opportunità per la gestione della salute pubblica: la possibilità di integrazione di questa mole di dati con la cartella clinica digitale, per esempio, permetterebbe ai servizi sanitari regionali e nazionali di fare predizioni di morbilità sul territorio e di intercettare i bisogni dei cittadini con diversi anni di anticipo. In altre parole, sul medio-lungo termine avremo la possibilità di fotografare un’ampia popolazione per calcolare il rischio di malattia in modo evolutivo, mentre sul breve termine sarebbe possibile elaborare strategie di investimento volte a sensibilizzare il cittadino, invitandolo all’azione per preservare la propria salute. Con possibili ricadute economiche positive per la società e il sistema sanitario.

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